Casa, rinnovato il Protocollo per il quartiere Giardino

Firmato in Sala consiliare l’intesa quadriennale che tutela oltre 1.500 famiglie attraverso il contenimento dei canoni di locazione, tutele rafforzate per le fasce deboli, investimenti energetici e un modello anti-speculativo unico rispetto alla pressione del mercato milanese

Casa, rinnovato il Protocollo per il quartiere Giardino
Casa, rinnovato il Protocollo per il quartiere Giardino

Descrizione

 
Un modello virtuoso di tutela sociale e contenimento dei prezzi che resiste dal 1993 e continua a mettere al sicuro il diritto all'abitare di quasi 6.000 persone. Nella sala consiliare di Villa Marazzi è stato siglato questa mattina il rinnovo del Protocollo d’intesa per i contratti di locazione del «Quartiere Giardino», situato al confine tra Cesano Boscone e Corsico, dove vivono oltre 1.550 famiglie. Un’intesa quadriennale che rinnova una collaborazione trentennale tra parte pubblica, proprietà e rappresentanze dei lavoratori per arginare l'escalation dei prezzi del mercato immobiliare metropolitano.

All'incontro istituzionale e alla firma erano presenti per l'Amministrazione il sindaco Marco Pozza, i vertici della proprietà – con l’amministratore Sergio Canziani e il direttore amministrativo e finanziario Michele Tedone per la società Palladium Srl – la delegazione del sindacato Sicet con Paolo Erasmi e Marco Bistolfi, insieme ai delegati del Comitato Inquilini Giampaolo Armignano, Aldo Barone e Raffaele Capozzi.
L'accordo sancisce l'alleanza strategica tra Comune, parti sociali e proprietà private nella salvaguardia del diritto all'abitare, ponendosi in netta controtendenza rispetto alle spinte speculative che caratterizzano l'area metropolitana milanese.

«La firma di questo protocollo - dice il sindaco Marco Pozza - rappresenta un presidio fondamentale per la coesione e la tenuta sociale della nostra comunità. Diritto alla casa e tutela delle famiglie non sono principi astratti, ma si traducono in azioni concrete capaci di contenere i prezzi di mercato e prevenire situazioni di emergenza abitativa. Dal 1992 questo modello dimostra come la collaborazione tra istituzioni, proprietà e sindacati degli inquilini possa costruire soluzioni sostenibili, mettendo al centro la dignità della persona e la sicurezza sociale di centinaia di cittadini».

Sulla stessa linea si inserisce il punto di vista della proprietà. Come sottolinea il direttore amministrativo e finanziario Michele Tedone: «Questo accordo viene rinnovato ogni quattro anni e ha la particolarità di continuare a presidiare i casi più difficoltosi a livello reddituale, prevedendo categorie protette che tutelano i cittadini con minori risorse e garantendo incrementi progressivi e stabili per tutto il prossimo quadriennio in base alle reali capacità economiche degli inquilini».

Dal versante sindacale, Marco Bistolfi della segreteria provinciale del Sicet ha evidenziato la portata strategica dell'intesa nel panorama metropolitano: «Questo accordo ha il grande vantaggio di aver tenuto sotto controllo gli aumenti dei canoni di locazione e di aver risposto alle condizioni reddituali degli inquilini in un equilibrio che altrove, specialmente a Milano, è ormai compromesso da canoni insostenibili e da una liberalizzazione spinta che penalizza le famiglie».

Un concetto ribadito dai rappresentanti del Comitato inquilini, i quali rimarcano come il lavoro di cesello condotto negli anni abbia permesso di contenere i costi accessori e di attivare importanti sinergie con i bandi regionali e comunali per il sostegno all'affitto e l'accesso facilitato alle agevolazioni basate sull'ISEE.
 
Il Protocollo d’intesa, valido fino al 31 dicembre 2030, fissa criteri certi sia per i contratti a canone concordato (ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 431/98) sia per i rinnovi del canone libero con assistenza sindacale. Per quanto riguarda la protezione sociale, l'accordo individua la Fascia A e la Fascia B stabilendo specifici tetti reddituali di accesso e permanenza, i quali tengono conto anche della composizione del nucleo familiare, della presenza di anziani con almeno 67 anni di età o di persone con un'invalidità riconosciuta superiore ai due terzi.

L'accordo introduce inoltre meccanismi di gradualità per evitare impatti improvvisi sui bilanci familiari: qualora il rinnovo comporti un aumento mensile superiore a trentacinque euro per le fasce protette o a quaranta euro per il canale libero, l'eccedenza verrà infatti dilazionata a partire dal secondo anno. Per i nuclei familiari composti unicamente da pensionati già inseriti nelle fasce protette è inoltre prevista l'assegnazione automatica della fascia senza l'obbligo di ripresentare la documentazione reddituale, fatte salve le variazioni dello stato di famiglia.

Oltre agli aspetti economici, il testo sottoscritto dedica particolare attenzione al monitoraggio sociale e alla qualità urbana. L'articolo 11 prevede l'impegno congiunto delle parti a valutare le situazioni di particolare e sopravvenuta fragilità economica, sociale o sanitaria dei conduttori, perseguendo l'obiettivo primario del mantenimento della locazione e della sopportabilità del canone. Infine, l'accordo stabilisce incontri annuali di verifica entro il 31 dicembre di ciascun anno per monitorare l'andamento delle morosità e delle procedure di rilascio, affiancati dagli impegni assunti dalla proprietà in materia di manutenzione del quartiere e gestione della raccolta dei rifiuti.
 

Data: 28 Ottobre 2026

Tipo di notizia

Notizia Comunicato Stampa

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2026, 12:39