Descrizione
Dalle aule scolastiche alle vetrine dei negozi di vicinato, passando per i campi da gioco e i luoghi di lavoro. Cesano Boscone rilancia la sua voglia di favorire relazioni tra istituzioni, associazioni, scuole e forze dell’ordine contro la violenza di genere e le discriminazioni con un piano d'azione capillare che punta a sviluppare ulteriormente una rete viva di protezione e prevenzione.
Durante l'ultimo incontro del Tavolo permanente per le politiche di genere promosso dall'Amministrazione comunale, istituzioni, forze dell’ordine, scuole, commercianti, parrocchia, centri antiviolenza hanno tracciato le prossime tappe di un percorso operativo integrato. L'iniziativa punta a superare la sola logica emergenziale attraverso la creazione di punti di ascolto e orientamento di prossimità diffusi sul territorio comunale. Un progetto pensato per chiunque abbia bisogno di chiarimenti, informazioni o di un primo contatto protetto, fermo restando l'intervento immediato delle forze dell'ordine nei casi di imminente pericolo.
«Costruire una rete territoriale capillare e coesa significa garantire che nessuna donna si senta mai isolata o priva di riferimenti – dice l'assessora alle politiche di genere, Ilaria Ravasi – ed è per questo che come Amministrazione abbiamo deciso, in linea con quanto previsto dal nostro Piano di mandato, di creare connessioni strutturate tra le forze dell'ordine, i centri antiviolenza, AFOL città metropolitana, le scuole, la parrocchia, i negozi di vicinato e il mondo dell’associazionismo e dello sport».
Un impegno che si inserisce a pieno titolo nelle linee programmatiche dell'Amministrazione comunale. «Il contrasto alla violenza di genere e la promozione delle pari opportunità – sottolinea il sindaco Marco Pozza – rappresentano pilastri fondamentali del nostro programma di governo della città. L'obiettivo è costruire una Cesano Boscone sempre più inclusiva e sicura, dove il tessuto sociale e le istituzioni lavorano in sinergia per proteggere le persone più vulnerabili, non lasciare indietro nessuno e sradicare ogni forma di discriminazione fin dalle sue radici culturali e sociali».
Le azioni concordate riguardano tutti i cardini della vita cittadina. Sul fronte dell'autonomia economica, la collaborazione con AFOL permetterà di sostenere il reingresso nel mondo del lavoro delle donne seguite dai servizi antiviolenza, affiancando percorsi di sensibilizzazione interna nelle aziende. Parallelamente, negli istituti scolastici si punterà sulla formazione specifica degli insegnanti per intercettare i segnali d'allarme e i disagi non espressi dai più giovani.
Anche il tessuto sociale farà la sua parte: commercianti e associazioni sportive diventeranno vere e proprie "antenne" sul territorio, promuovendo momenti informativi ed eventi benefici (per raccogliere fondi utili per finanziare progetti specifici proposti sul territorio), mentre proseguiranno i corsi di italiano per donne straniere promossi dal terzo settore, leva essenziale di integrazione e indipendenza. Il percorso del Tavolo permanente si arricchirà inoltre di un focus specifico legato alla prevenzione degli stereotipi nei luoghi di lavoro.
«La violenza si combatte con la tutela e la protezione immediata, ma soprattutto lavorando sulla prevenzione, sulla formazione culturale e sull'emancipazione economica – conclude l'assessora alle politiche di genere, Ilaria Ravasi – e il nostro impegno è far sì che ogni cittadino sappia esattamente a chi rivolgersi per trovare ascolto e orientamento».